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domenica 10 gennaio 2016

Bibliografia generale



Il tenace soldatino di stagno di Andersen

"Quando il giorno dopo la domestica tolse la cenere, del soldatino trovò solo il cuoricino di stagno, della ballerina il lustrino tutto bruciacchiato e annerito."

Il valore morale, e in particolare il coraggio e il senso del dovere ("lo stare sull'attenti"), sono centrali in questa particolare fiaba. Il cuore di stagno rimasto fra le braci rinforza in forma simbolica il messaggio che su tutte le difficoltà e i dolori della vita, l'amore vince (essendo eterno). La scelta dello stagno non è casuale, in quanto è un elemento chimico che non si ossida facilmente all'aria e resiste alla corrosione, proprio per questo è molto utilizzato nelle leghe per ricoprire altri metalli più soggetti a corrosione.


lunedì 23 novembre 2015

La tenacità di un nodo per fuggire alle Sirene

John William Waterhouse, Ulisse e le Sirene
"...Vestirà le sembianze, e in acqua e in foco
Si cangerà di portentoso ardore;
E voi gli fate delle braccia nodi
Sempre più indissolubili e tenaci.
Ma quando interrogarti al fin l'udrai,
Tal mostrandosi a te, quale sdraiossi,
Tu cessa, o prode, dalla forza, e il vecchio
Sciogli, e sappi da lui chi è tra i numi,
Che ti contende la natìa contrada".
Disse, e nelle fiottanti onde s'immerse. 

Queste le parole di Circe nel poema epico di Omero che mette in guardia Ulisse sull'odio del dio Poseidone il quale tenta in ogni modo di ostacolarlo. La maga gli consiglia di legare con nodi ben stretti le sue braccia e quelle dei suoi compagni di viaggio per fuggire al canto ammaliante delle sirene.

giovedì 19 novembre 2015

Ulysses, James Joyce

"From shoulder to shoulder he measured several ells and his rocklike mountainous knees were covered, as was likewise the rest of his body wherever visible, with a strong growth of tawny prickly hair in hue and toughness similar to the mountain gorse."

Passo in cui Ulisse incontra il "Ciclope" di Dublino, paragonato ad una montagna.

Copertina dell'opera, 1922



giovedì 29 ottobre 2015

Le "Res gestae divi Augusti"

Resoconto autobiografico redatto dallo stesso imperatore Augusto tra il 27 a.C.-14 d.C. che narra le opere che compì l'uomo durante la sua carriera politica.
Non è facile capire a quale genere letterario appartengano le Res Gestae: testamento, politico, resoconto, memoria, autobiografia, iscrizione sepolcrale, memoriae vitae. Augusto riporta gli onori che gli sono stati via via conferiti dal Senato e dal popolo romano e per quali servizi da lui resi, le elargizioni e i benefici concessi con il suo patrimonio personale allo stato, ai veterani e alla plebe, e i giochi e rappresentazioni dati a sue spese, e infine gli atti da lui compiuti in pace e in guerra.
In ogni caso, l'intera opera sembra mettere in risalto la figura di Augusto nella sua grandissima tenacia e fermezza, doti che gli permettono di raggiungere tutti gli obiettivi prefissi.

Augusto di Prima Porta, marmo bianco I sec. d. C., Musei Vaticani

mercoledì 21 ottobre 2015

La Quercia Potata di Herman Hesse


Ti abbiamo tagliato,
albero!
Come sei spoglio e bizzarro.
Cento volte hai patito,
finché tutto in te fu solo tenacia
e volontà!
Io sono come te. Non ho
rotto con la vita
incisa, tormentata
e ogni giorno mi sollevo dalle
sofferenze e alzo la fronte alla luce.
Ciò che in me era tenero e delicato,
il mondo lo ha deriso a morte,
ma indistruttibile è il mio essere,
sono pago, conciliato.
Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle    


Per maggiori informazioni sull'autore:https://www.hermann-hesse.de/it