“Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia.” Louis Pasteur
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martedì 12 gennaio 2016
domenica 10 gennaio 2016
Una canzone testarda
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| Copertina dell'album, 2009 |
Un esempio di "mental and physical toughness" in un film...
CINDERELLA MAN.
Molti film sono stati scritti sulla Grande Depressione. Essa costituisce la grande prova con la quale si è forgiato lo spirito americano o almeno il suo mito, caratterizzato dalla consapevolezza che la vita non concede sconti e che si vince solo contando sulle proprie forze, con tenacia e determinazione.
Jim Braddock è un irlandese che ha avuto una certa fortuna come pugile ma poi ha dovuto smettere per una ferita alla mano. Per mantenere la moglie e i suoi tre figli cerca ingaggi saltuari come scaricatore di porto e quando anche questa occasione manca, si umilia a chiedere denaro agli amici.
Poi, la fortuna cambia direzione: riesce a ritornare sul ring e una serie di vittorie gli danno una certa serenità di vivere. Fino al giorno della grande sfida con il campione dei pesi massimi Max Baer: il botteghino lo da per perdente 10 a 1 ma lui ha volontà da vendere..
Se vuoi vedere il trailer del film, clicca qui
Molti film sono stati scritti sulla Grande Depressione. Essa costituisce la grande prova con la quale si è forgiato lo spirito americano o almeno il suo mito, caratterizzato dalla consapevolezza che la vita non concede sconti e che si vince solo contando sulle proprie forze, con tenacia e determinazione.
Jim Braddock è un irlandese che ha avuto una certa fortuna come pugile ma poi ha dovuto smettere per una ferita alla mano. Per mantenere la moglie e i suoi tre figli cerca ingaggi saltuari come scaricatore di porto e quando anche questa occasione manca, si umilia a chiedere denaro agli amici.
Poi, la fortuna cambia direzione: riesce a ritornare sul ring e una serie di vittorie gli danno una certa serenità di vivere. Fino al giorno della grande sfida con il campione dei pesi massimi Max Baer: il botteghino lo da per perdente 10 a 1 ma lui ha volontà da vendere..
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| Russel Crowe e Renée Zellweger nella copertina del film diretto da Ron Howard uscito a Giugno del 2005 |
Se vuoi vedere il trailer del film, clicca qui
lunedì 23 novembre 2015
La tenacità di un nodo per fuggire alle Sirene
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| John William Waterhouse, Ulisse e le Sirene |
Si cangerà di portentoso ardore;
E voi gli fate delle braccia nodi
Sempre più indissolubili e tenaci.
Ma quando interrogarti al fin l'udrai,
Tal mostrandosi a te, quale sdraiossi,
Tu cessa, o prode, dalla forza, e il vecchio
Sciogli, e sappi da lui chi è tra i numi,
Che ti contende la natìa contrada".
Disse, e nelle fiottanti onde s'immerse.
Queste le parole di Circe nel poema epico di Omero che mette in guardia Ulisse sull'odio del dio Poseidone il quale tenta in ogni modo di ostacolarlo. La maga gli consiglia di legare con nodi ben stretti le sue braccia e quelle dei suoi compagni di viaggio per fuggire al canto ammaliante delle sirene.
giovedì 19 novembre 2015
Ulysses, James Joyce
"From shoulder to shoulder
he measured several ells and his rocklike mountainous
knees were covered, as was likewise the rest of his body
wherever visible, with a strong growth of tawny prickly
hair in hue and toughness similar to the mountain gorse."
Passo in cui Ulisse incontra il "Ciclope" di Dublino, paragonato ad una montagna.
Passo in cui Ulisse incontra il "Ciclope" di Dublino, paragonato ad una montagna.
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| Copertina dell'opera, 1922 |
giovedì 29 ottobre 2015
Il contadino tenace, ma non troppo...
C’era una volta, tanto tempo fa, un contadino che aveva comprato un terreno da coltivare, ma non aveva un posto dove poter prendere l’acqua per potere irrigare il suo terreno se non un fiume notevolmente lontano. Allora il contadino si fornì di tutti gli attrezzi necessari per scavare un pozzo dal quale poter prelevare tutta l’acqua che gli poteva servire e incominciò a lavorare. Il contadino passò molti giorni a scavare, la buca si faceva sempre più profonda, ma di acqua neppure l’ombra. Il contadino stava continuando ancora a scavare, nonostante i pessimi risultati, quando un giorno passò per il suo terreno uno sconosciuto che vedendo il suo operato gli disse: “Hey, contadino, cerchi l’acqua? Guarda, lì c’è un albero, è un bell’albero verde e pieno di salute, sicuramente vicino ad esso c’è l’acqua, perché non provi a scavare lì?”Il contadino si convinse, lasciò perdere la prima buca e si mise a scavare un altro pozzo vicino all’albero rigoglioso. Passarono altri giorni, il contadino aveva ormai scavato un’altra profonda buca, ma anche qui nessun segno di acqua; ma il contadino era ostinato e continuava a scavare senza posa. Un giorno, mentre il contadino ancora scavava, sentì un rumore di carri e di cavalli che si avvicinavano, era una carovana che passava di là, lui si avvicinò per accoglierli degnamente e un uomo, che doveva essere il capo carovana, vedendolo così sudato e stravolto dalla fatica, gli chiese cosa stesse facendo. Il contadino rispose che stava scavando un pozzo da cui prelevare l’acqua per irrigare il terreno, ma di acqua fino ad ora non ne aveva vista neanche una goccia. Allora il capo carovana gli disse: “Caro contadino, sicuramente quello non è il luogo giusto, il luogo giusto potrebbe essere dietro la casa, vicino alla roccia”. E se ne andò con tutta la sua carovana.
Il contadino allora andò nel punto indicato dal capo carovana e pazientemente si mise di nuovo a scavare. Scavò anche qui per diversi giorni, si ammazzò di fatica anche qui, fece una buca ancora più profonda delle altre, ma anche qui neanche una goccia del prezioso liquido. All’improvviso, mentre scavava, il contadino si sentì chiamare per nome, era un suo caro amico che, accompagnato da un uomo anziano, si avvicinava verso di lui. L’uomo anziano era un famoso indovino, esperto in pozzi, il quale gli disse: “Il tuo amico mi ha detto che desideri trovare l’acqua”. “Certo” rispose il contadino “guarda queste tre buche quanto sono profonde, le ho scavate io, ma di acqua non ne ho trovata, sicuramente qui non ce n’è”. L’anziano indovino sorrise e gli disse: “Se veramente desideri trovare l’acqua, ti posso dire che sei sulla strada sbagliata”.
Il contadino, pensando che l’anziano indovino gli consigliasse di scavare un altro pozzo in un altro posto e considerando la grande fatica che aveva fatto per scavare quelli precedenti, si arrabbiò moltissimo e, senza sentire ragioni, scacciò bruscamente l’indovino e il suo amico dalla sua proprietà.
L’amico si dispiacque molto della reazione del contadino e, sulla via del ritorno, cercò di scusarsi con l’anziano indovino, ma questi gli rispose: “Non ti preoccupare, purtroppo ho avuto altre esperienze del genere e con queste reazioni. Se il tuo amico contadino mi avesse lasciato parlare, io gli avrei detto che per il tipo di terreno che lui possiede e per l’esperienza che ho, so che l’acqua si trova tra i quindici e i venti metri di profondità, lui ha scavato tre pozzi tra i dieci e i dodici metri di profondità, sarebbe solo bastato che il contadino avesse scavato già per la prima buca soltanto altri tre metri e avrebbe avuto tutta l’acqua che gli serviva. Bastava che avesse perseverato soltanto un po’ di più”.
Georges Augustin Albert Charpy
Georges Augustin Albert Charpy (Oullins, 1º settembre 1865 – Parigi, 25 novembre 1945) è stato un ingegnere e scienziato francese.
Georges Augustin Albert Charpy fu l'ideatore del Pendolo di Charpy. Studiò alla École Polytechnique (promotion X1885) dal 1885 al 1887 e si laureò in artiglieria navale. Nel 1887 divenne professore alla École Monge. Nel 1892 pubblicò una tesi in fisica. Come ingegnere lavorò presso Usines Saint-Jacques (forgiatura) di Chatillon-Commentry, divenendo nel 1916 direttore tecnico. Nel 1919, diventa membro dell’Académie des sciences, nella sezione di scienze applicate all’industria. Diventò direttore generale delle acciaierie Compagnie des forges et aciéries de la marine et d'Homécourt. Nel 1920 divenne professore in metallurgia alla École Nationale Supérieure des Mines de Paris. Nel 1922 fu designato professore di chimica generale all’École Polytechnique.
Georges Augustin Albert Charpy fu l'ideatore del Pendolo di Charpy. Studiò alla École Polytechnique (promotion X1885) dal 1885 al 1887 e si laureò in artiglieria navale. Nel 1887 divenne professore alla École Monge. Nel 1892 pubblicò una tesi in fisica. Come ingegnere lavorò presso Usines Saint-Jacques (forgiatura) di Chatillon-Commentry, divenendo nel 1916 direttore tecnico. Nel 1919, diventa membro dell’Académie des sciences, nella sezione di scienze applicate all’industria. Diventò direttore generale delle acciaierie Compagnie des forges et aciéries de la marine et d'Homécourt. Nel 1920 divenne professore in metallurgia alla École Nationale Supérieure des Mines de Paris. Nel 1922 fu designato professore di chimica generale all’École Polytechnique.
mercoledì 21 ottobre 2015
La Quercia Potata di Herman Hesse
Ti abbiamo tagliato,
albero!
Come sei spoglio e bizzarro.
Cento volte hai patito,
finché tutto in te fu solo tenacia
e volontà!
Io sono come te. Non ho
rotto con la vita
incisa, tormentata
e ogni giorno mi sollevo dalle
sofferenze e alzo la fronte alla luce.
Ciò che in me era tenero e delicato,
il mondo lo ha deriso a morte,
ma indistruttibile è il mio essere,
sono pago, conciliato.
Paziente genero nuove foglie
Da rami cento volte sfrondati
e a dispetto di ogni pena
rimango innamorato
del mondo folle
Per maggiori informazioni sull'autore:https://www.hermann-hesse.de/it
We can do it!
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| Francobollo del 1999 ispirato alla propaganda Americana del 1943 con Rosie the Riveter |
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