“Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia.” Louis Pasteur
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sabato 12 dicembre 2015
venerdì 11 dicembre 2015
giovedì 29 ottobre 2015
Il contadino tenace, ma non troppo...
C’era una volta, tanto tempo fa, un contadino che aveva comprato un terreno da coltivare, ma non aveva un posto dove poter prendere l’acqua per potere irrigare il suo terreno se non un fiume notevolmente lontano. Allora il contadino si fornì di tutti gli attrezzi necessari per scavare un pozzo dal quale poter prelevare tutta l’acqua che gli poteva servire e incominciò a lavorare. Il contadino passò molti giorni a scavare, la buca si faceva sempre più profonda, ma di acqua neppure l’ombra. Il contadino stava continuando ancora a scavare, nonostante i pessimi risultati, quando un giorno passò per il suo terreno uno sconosciuto che vedendo il suo operato gli disse: “Hey, contadino, cerchi l’acqua? Guarda, lì c’è un albero, è un bell’albero verde e pieno di salute, sicuramente vicino ad esso c’è l’acqua, perché non provi a scavare lì?”Il contadino si convinse, lasciò perdere la prima buca e si mise a scavare un altro pozzo vicino all’albero rigoglioso. Passarono altri giorni, il contadino aveva ormai scavato un’altra profonda buca, ma anche qui nessun segno di acqua; ma il contadino era ostinato e continuava a scavare senza posa. Un giorno, mentre il contadino ancora scavava, sentì un rumore di carri e di cavalli che si avvicinavano, era una carovana che passava di là, lui si avvicinò per accoglierli degnamente e un uomo, che doveva essere il capo carovana, vedendolo così sudato e stravolto dalla fatica, gli chiese cosa stesse facendo. Il contadino rispose che stava scavando un pozzo da cui prelevare l’acqua per irrigare il terreno, ma di acqua fino ad ora non ne aveva vista neanche una goccia. Allora il capo carovana gli disse: “Caro contadino, sicuramente quello non è il luogo giusto, il luogo giusto potrebbe essere dietro la casa, vicino alla roccia”. E se ne andò con tutta la sua carovana.
Il contadino allora andò nel punto indicato dal capo carovana e pazientemente si mise di nuovo a scavare. Scavò anche qui per diversi giorni, si ammazzò di fatica anche qui, fece una buca ancora più profonda delle altre, ma anche qui neanche una goccia del prezioso liquido. All’improvviso, mentre scavava, il contadino si sentì chiamare per nome, era un suo caro amico che, accompagnato da un uomo anziano, si avvicinava verso di lui. L’uomo anziano era un famoso indovino, esperto in pozzi, il quale gli disse: “Il tuo amico mi ha detto che desideri trovare l’acqua”. “Certo” rispose il contadino “guarda queste tre buche quanto sono profonde, le ho scavate io, ma di acqua non ne ho trovata, sicuramente qui non ce n’è”. L’anziano indovino sorrise e gli disse: “Se veramente desideri trovare l’acqua, ti posso dire che sei sulla strada sbagliata”.
Il contadino, pensando che l’anziano indovino gli consigliasse di scavare un altro pozzo in un altro posto e considerando la grande fatica che aveva fatto per scavare quelli precedenti, si arrabbiò moltissimo e, senza sentire ragioni, scacciò bruscamente l’indovino e il suo amico dalla sua proprietà.
L’amico si dispiacque molto della reazione del contadino e, sulla via del ritorno, cercò di scusarsi con l’anziano indovino, ma questi gli rispose: “Non ti preoccupare, purtroppo ho avuto altre esperienze del genere e con queste reazioni. Se il tuo amico contadino mi avesse lasciato parlare, io gli avrei detto che per il tipo di terreno che lui possiede e per l’esperienza che ho, so che l’acqua si trova tra i quindici e i venti metri di profondità, lui ha scavato tre pozzi tra i dieci e i dodici metri di profondità, sarebbe solo bastato che il contadino avesse scavato già per la prima buca soltanto altri tre metri e avrebbe avuto tutta l’acqua che gli serviva. Bastava che avesse perseverato soltanto un po’ di più”.
Le "Res gestae divi Augusti"
Resoconto autobiografico redatto dallo stesso imperatore Augusto tra il 27 a.C.-14 d.C. che narra le opere che compì l'uomo durante la sua carriera politica.
Non è facile capire a quale genere letterario appartengano le Res Gestae: testamento, politico, resoconto, memoria, autobiografia, iscrizione sepolcrale, memoriae vitae. Augusto riporta gli onori che gli sono stati via via conferiti dal Senato e dal popolo romano e per quali servizi da lui resi, le elargizioni e i benefici concessi con il suo patrimonio personale allo stato, ai veterani e alla plebe, e i giochi e rappresentazioni dati a sue spese, e infine gli atti da lui compiuti in pace e in guerra.
In ogni caso, l'intera opera sembra mettere in risalto la figura di Augusto nella sua grandissima tenacia e fermezza, doti che gli permettono di raggiungere tutti gli obiettivi prefissi.
Non è facile capire a quale genere letterario appartengano le Res Gestae: testamento, politico, resoconto, memoria, autobiografia, iscrizione sepolcrale, memoriae vitae. Augusto riporta gli onori che gli sono stati via via conferiti dal Senato e dal popolo romano e per quali servizi da lui resi, le elargizioni e i benefici concessi con il suo patrimonio personale allo stato, ai veterani e alla plebe, e i giochi e rappresentazioni dati a sue spese, e infine gli atti da lui compiuti in pace e in guerra.
In ogni caso, l'intera opera sembra mettere in risalto la figura di Augusto nella sua grandissima tenacia e fermezza, doti che gli permettono di raggiungere tutti gli obiettivi prefissi.
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| Augusto di Prima Porta, marmo bianco I sec. d. C., Musei Vaticani |
mercoledì 21 ottobre 2015
We can do it!
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| Francobollo del 1999 ispirato alla propaganda Americana del 1943 con Rosie the Riveter |
Martello che spezza una catena
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| Emesso il 1 Ottobre 1945 |
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